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Archivio mensile:maggio 2012

Caligola di David Lapham (illustrazioni di German Nobile, Panini Comics, 2012)

“Le vittorie, i traguardi, le seccature e gli scazzi sono totalmente nostri. Io non lavoro per altri. Non devo cercare qualcuno che mi permetta di creare, che mi assegni un lavoro” (David Lapham, Stray Bullets. Volume 1 – L’innocenza del Nichilismo, Magic Press, 1999). Così nel 1996 scriveva David Lapham, il leggendario creatore, sceneggiatore ed illustratore di Stray Bullets, serie che non passò inosservata nel pur saturo mercato dei fumetti americani; dopo una promettente carriera alle dipendenze di case editrici come la Valiant e la Defiant Comics, per promuovere e distribuire Stray Bullets, Lapham (classe 1970) creò con la moglie una piccola etichetta indipendente, El Capitán. I “proiettili vaganti” del titolo non si riferivano solamente alle numerose pallottole sparate tra le pagine, con esplosioni di violenza tipiche dello stile Tarantino, in auge verso metà degli anni Novanta; le stesse storie sono come brevi flash sulle vite di personaggi marginali, losers schiacciati da eventi inesorabili e da un mondo indifferente alla loro sorte. Il grande affresco della provincia americana imbastito dall’autore lavora per sottrazione, delle sue storie criminali si apprezza soprattutto il minimalismo esistenzialista della narrazione, in cui trova posto addirittura una non scontata riflessione sulla creazione artistica.

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Pubblicato da su maggio 31, 2012 in Altro

 

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Super Size Me (id., Morgan Spurlock, 2004)

Recentemente ho riguardato con piacere Super Size Me, la prima pellicola di Morgan Spurlock (autore anche di Where in the World Is Osama Bin Laden?, 2008) ad essere distribuita in Italia. Forse inseguendo il successo delle pellicole di Michael Moore, il regista girò un documentario destinato al grande pubblico, un’opera graffiante e sufficientemente impegnata, ma piuttosto lontana dal coinvolgimento emotivo di opere come Bowling for Columbine (2002). Mentre i lavori di Moore indagano sulla società statunitense in maniera chirurgica, prima localizzando i bersagli della denuncia (lobby delle armi, sistema sanitario, amministrazione Bush…) poi attaccandoli senza pietà (non lesinando sui “colpi sotto la cintola”), il film di Spurlock soffre un po’ per la genericità dell’assunto.

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Pubblicato da su maggio 12, 2012 in Recensioni di film

 

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