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Archivi categoria: Letteratura per l’infanzia

Piccoli brividi (Goosebumps, Rob Letterman, 2015)

Per parlare del recente Piccoli brividi parto da lontano, ovvero dal successo che i film di paura riscuotono tra giovani e meno giovani; anche senza il battage mediatico che accompagna certi blockbuster supereroistici, il genere horror continua ad avere una buona tenuta nelle sale, offrendo originali variazioni sul tema (il terrore del buio in Lights Out di David F. Sandberg) o dando vita a fortunate saghe (The Conjuring 2 di James Wan).

Di fronte a questo fenomeno viene spontaneo porsi delle domande:

Perché ci piace tanto la paura? Come mai, ancora nel 2016, inseguiamo con qualche filmetto spaventoso sempre nuove angosce?

Ma soprattutto viene da chiedersi come oggi, dopo aver metabolizzato tanti film di paura (o romanzi, racconti, videogame) e aver “incontrato” le più disparate creature mostruose, il pubblico possa ancora saltare sulla sedia di fronte a fantasmi, streghe, bambine indemoniate, famelici zombi.

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Ancora di fiabe e cinema… un climax

“Tira più una fiaba nota che cento sceneggiature originali”, verrebbe da dire di fronte alle innumerevoli trasposizioni cinematografiche del patrimonio favolistico occidentale; solo nell’ultimo anno sono passati sul grande schermo personaggi come Cenerentola (Cinderella, Kenneth Branagh, 2015), la Bella Addormentata (Maleficent, Robert Stromberg, 2014), i sette nani (Der 7bte Zwerg, Boris Aljinovic, Harald Siepermann, 2014), per non parlare dei simulacri musical di Cappuccetto Rosso e Raperonzolo (Into the Woods, Rob Marshall, 2014). L’universalità delle fiabe assicura il successo commerciale delle pellicole, generalmente grandi produzioni ricche di effetti speciali; per lasciare a bocca aperta lo smaliziato spettatore dei multisala, viene infatti utilizzata moltissimo la tecnologia, che traduce le fantasticherie letterarie in immagini tangibili. È così che la Cinderella diretta da Branagh fa “diventare realtà” (come recita il trailer italiano) il capolavoro “senza tempo” della Disney: non è il primo caso di live action, dare corpo alle creature dell’animazione è una tendenza abbastanza usuale, si pensi a I Flinstones (The Flinstones, Brian Levant, 1994) o La carica dei 101 – Questa volta la magia è vera (101 Dalmatians, Stephen Herek, 1996).

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Pubblicato da su maggio 31, 2015 in Letteratura per l'infanzia

 

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Il grande e potente Oz (Oz the Great and Powerful, Sam Raimi, 2013)

L’agosto appena passato, in una delle rare giornate di sole concesse dalla pioggia, ero sull’autobus e osservavo compiaciuto lo straniante vuoto della città versione estiva. Due posti davanti a me vedo un adolescente completamente assorbito dalla lettura di un libro; sbirciando la copertina mi accorgo che si tratta de Il meraviglioso mago di Oz, primo racconto della saga nata nel lontano 1900. La prima cosa che penso è quasi scontata, riguarda i classici ovvero quelle opere dell’ingegno condannate alla continua ristampa, per essere strapazzate da un pubblico eterogeneo, libero da confini temporali.

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Pubblicato da su settembre 5, 2014 in Letteratura per l'infanzia

 

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Il cacciatore di giganti (Jack the Giant Slayer, Bryan Singer, 2013)

Pur incantato dalla fantasia gotica di Maleficent (Robert Stromberg, 2014), remake con attori del classico Sleeping Beauty (Clyde Geronimi et al., 1959), sento di dover affermare che le riletture cinematografiche delle fiabe tradizionali hanno veramente stancato! Non potendo parlare male della riuscita pellicola Disney, dedicherò qualche riga a Il cacciatore di giganti, diretto dal sopravvalutato Bryan Singer. Dopo i pretenziosi X-Men (2000), l’inerte Superman Returns (2006), il patinato Valkyrie (2008) e prima degli scandali che lo vogliono al centro di festini con minorenni, il regista ha trovato il tempo di tradurre in immagini il racconto popolare di Jack (Giacomino in Italia), il giovane che baratta la sua mucca per alcuni fagioli magici.

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Hansel & Gretel e la strega della foresta nera (Hansel & Gretel Get Baked, Duane Journey, 2013)

Anche se in ritardo di un paio di mesi (la pellicola ha frettolosamente salutato le sale italiane il 6 febbraio scorso), Hansel & Gretel e la strega della foresta nera è film piccolo piccolo, ma che si presta comunque a qualche riflessione. Le fiabe, lo sappiamo, appartengono ad un patrimonio comune dell’umanità; libere da diritti editoriali, vengono frequentemente utilizzate dagli sceneggiatori per attirare un pubblico eterogeneo, rassicurato dall’eterno ritorno del conosciuto e interessato alle possibili variazioni sul tema.

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Pubblicato da su aprile 7, 2014 in Letteratura per l'infanzia

 

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Panico al villaggio (Panique au Village, Stéphane Aubier, Vincent Patar, 2009)

Panico al villaggio è un prodotto atipico, una pellicola tanto lontana dalle evoluzioni digitali della Pixar (Ribelle – The Brave) quanto dai fluidi movimenti dei pupazzi creati da Lord e Newitt (Pirati – Briganti da strapazzo). Non risponde neppure appieno alle caratteristiche del film per ragazzi; più che guardare ad un pubblico specifico, “abbassa” il proprio punto di vista a quello infantile. I due registi adattano per il grande schermo la serie televisiva omonima, creando un microcosmo di soldatini con la base e di pupazzi poco snodati (animati in stop-motion); questi giocattoli prendono vita proprio come avviene in Toy Story ma, a differenza del modello, si muovono in un contesto privo del fattore umano. In Panico al villaggio non ci sono bambini da divertire, i personaggi rispondono alle esigenze di un’infanzia perenne: il loro continuo movimento è finalizzato alla pura messa in scena, senza le limitazioni di un copione.

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Pubblicato da su settembre 26, 2012 in Letteratura per l'infanzia

 

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Biancaneve e il cacciatore (Snow White and the Huntsman, Rupert Sanders, 2012)

Sono andato a vedere Biancaneve e il cacciatore un po’ prevenuto, sicuro di assistere ad uno dei soliti (lunghissimi) blockbuster in confezione fantasy, tanto amati da frotte urlanti di adolescenti. In parte avevo torto; anche se la presenza di Troll e Fate è ridondante, poco amalgamata con gli elementi della vulgata codificata dai Grimm, gli elementi della fiaba ci sono tutti: dalle gocce di sangue sulla neve alla mela avvelenata, dai nani ai teneri animaletti che assistono la protagonista. La pellicola riesce a non annoiare, dando il meglio nell’accurata messa in scena e nelle efficaci scene di massa; la cavalcata prima della battaglia finale è addirittura, mi sbilancio, appassionante…

…Fastidiosa è, al contrario, la sensazione di assistere ad uno spettacolo già visto, un gioco cinematografico dalle regole troppo esplicite. Il richiamo a Il Signore degli Anelli (2001-2003) è forte; nel bene o nel male Peter Jackson ha fatto scuola, codificando su grande schermo l’immagine di un medioevo fantastico. Anche i nani di questo Biancaneve e il cacciatore ricordano i teneri Hobbit della trilogia, attori di statura normale rimpiccioliti digitalmente.

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Pubblicato da su luglio 26, 2012 in Letteratura per l'infanzia

 

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