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Archivio mensile:luglio 2012

Biancaneve e il cacciatore (Snow White and the Huntsman, Rupert Sanders, 2012)

Sono andato a vedere Biancaneve e il cacciatore un po’ prevenuto, sicuro di assistere ad uno dei soliti (lunghissimi) blockbuster in confezione fantasy, tanto amati da frotte urlanti di adolescenti. In parte avevo torto; anche se la presenza di Troll e Fate è ridondante, poco amalgamata con gli elementi della vulgata codificata dai Grimm, gli elementi della fiaba ci sono tutti: dalle gocce di sangue sulla neve alla mela avvelenata, dai nani ai teneri animaletti che assistono la protagonista. La pellicola riesce a non annoiare, dando il meglio nell’accurata messa in scena e nelle efficaci scene di massa; la cavalcata prima della battaglia finale è addirittura, mi sbilancio, appassionante…

…Fastidiosa è, al contrario, la sensazione di assistere ad uno spettacolo già visto, un gioco cinematografico dalle regole troppo esplicite. Il richiamo a Il Signore degli Anelli (2001-2003) è forte; nel bene o nel male Peter Jackson ha fatto scuola, codificando su grande schermo l’immagine di un medioevo fantastico. Anche i nani di questo Biancaneve e il cacciatore ricordano i teneri Hobbit della trilogia, attori di statura normale rimpiccioliti digitalmente.

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Pubblicato da su luglio 26, 2012 in Letteratura per l'infanzia

 

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Batman Begins (id., Christopher Nolan, 2005)

Ancora frastornati dal convulso The Avengers, gli amanti delle trasposizioni cinematografiche dei supereroi sono pronti per il nuovo costume di The Amazing Spider-Man e del terzo capitolo della trilogia su Batman di Christopher Nolan; colpisce come la creatura creata da Bob Kane nel lontano 1939, continui ad affascinare lo smaliziato pubblico di oggi. Nella sua vita a fumetti (nasce nel 1939) Batman ha vissuto molte identità, che non vanno confuse con quelle super segrete degli “eroi in calzamaglia”, ma corrispondono al carattere degli sceneggiatori che si sono alternati nella serie, alle differenze nel tratto dei disegnatori e, perché no, all’atmosfera culturale (l’uomo pipistrello per un certo periodo ha vissuto una fase “poppeggiante”). Anche il cinema costruisce un universo di difformità sull’essenza collaudata del personaggio; dopo la primitiva versione televisiva con Adam West e la sua “pancetta”, toccò vestire l’oscuro costume a Michael Keaton, nelle due regie di Tim Burton (Batman e Batman – Il ritorno, rispettivamente del 1989 e del 1992). Il regista adattò la sua sensibilità dark agli aspetti più tenebrosi del fumetto, che negli anni ’80 visse una nuova giovinezza grazie al capolavoro (mai termine fu più opportuno) di Frank Miller, Il ritorno del Cavaliere Oscuro (uscito a puntate sulla rivista “Corto Maltese” e in volume per Rizzoli nel 1989, cui seguirono numerose ristampe tra cui quella economica per la collana “I classici del fumetto di Repubblica Serie Oro”).

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Pubblicato da su luglio 8, 2012 in Recensioni di film

 

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