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Archivio mensile:febbraio 2012

L’uomo di Aran (Man of Aran, Robert J. Flaherty, 1934)

Alla disperata ricerca dell’effetto spettacolare e infarcito di “steroidi digitali”, il Cinema (soprattutto quello statunitense) sta dimenticando le potenzialità del proprio linguaggio; lo spettatore poi, stordito da sempre più complicati trompe-l’oeil computerizzati, abbagliato dalle superfici riflettenti della tecnologia, non trova nemmeno il tempo di stupirsi, rimane come inebetito, a bocca aperta. Un tuffo nel passato è sicuramente salutare; rivedere oggi pellicole come L’uomo di Aran (Man of Aran, 1934) significa riscoprire quanto il Cinema sia capace di emozionare, quanto una tematica conosciuta come la lotta dell’uomo per la sopravvivenza, possa scuotere il pubblico più smaliziato.

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Pubblicato da su febbraio 27, 2012 in Recensioni di film

 

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Gli uomini che mascalzoni (Mario Camerini, 1932)

Una delle tante similitudini tese a figurare l’esistenza umana appartiene all’ambito teatrale: la vita è come una rappresentazione sul palcoscenico, comincia con un’apertura di sipario e si esaurisce in pochi atti, pronta a ricevere i meritati applausi o, come a volte capita, assordanti fischi. Il film Gli uomini che mascalzoni inizia proprio con un sipario/saracinesca che mostra, dall’interno, l’esterno di una gelateria.

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Pubblicato da su febbraio 26, 2012 in Recensioni di film

 

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Hugo Cabret (id., Martin Scorsese, 2011)

Alla sua uscita, nel 2007, il romanzo The Invention of Hugo Cabret (in Italia La straordinaria invenzione di Hugo Cabret, Milano, Mondadori) di Brian Selznick fu accolto con entusiasmo dalla critica e dai lettori, bambini o adulti che fossero; il talentuoso autore aveva infatti realizzato un racconto grafico particolarmente originale, una dichiarazione d’amore per il Cinema, congegnata adattando alla pagina le meccaniche narrative tipiche delle rappresentazioni in celluloide. La storia è intrigante e ha come sfondo la Parigi del 1931: celato nei meandri della stazione di Montparnasse, l’orfano Hugo trascorre le giornate tentando di riparare il complesso dispositivo di un pupazzo ereditato dal padre orologiaio; il “risveglio” dell’automa intreccerà indissolubilmente l’esistenza del ragazzo con quella di George Méliès (1861-1938), storico pioniere del cinema fantastico.

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Pubblicato da su febbraio 14, 2012 in Letteratura per l'infanzia

 

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