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Archivio dell'autore: Davide Boero

Soggettive dell’orrore. Come il film di paura pensa a se stesso (Piombino, Edizioni Il Foglio, 2016)

Soggettive dell’orrore è il saggio, appena uscito per le Edizioni Il Foglio, che ho scritto con Max Morales, amico ed esperto di comunicazione. Nel testo, introdotto dal critico Davide Pulici, ci avviciniamo al filone cinematografico del Point of View horror (stile The Blair Witch Project per intenderci), alternando l’approccio sociosemiotico di Max a quello più cinefilo del sottoscritto; il tema portante del discorso è la capacità dei film horror di coinvolgere intimamente il pubblico rendendolo partecipe dei meccanismi della paura. Una delle ragioni del successo di queste pellicole è la capacità di costruire un universo cinematografico feroce ma adatto, aggredendo la razionalità dello spettatore, a descrivere le sue paure più inconsce; quest’intima soggettività dell’horror, è spesso riuscita a raccontare la confusione del presente moltiplicando i punti di vista, le prospettive sulla realtà. Per rivelare l’“immostrabile”, il film di paura ha posto al centro della narrazione le tecnologie audio/visive, dalle videocamere alle Webcam, finendo per parlare di se stesso; pellicole che giocano con la credulità degli spettatori (Paranormal Activity) o che li scaraventano al centro di un intreccio cui partecipano in prima persona (Rec), rappresentano ormai una costante del genere horror, un modello apprezzato dal pubblico ma spesso snobbato dalla critica. Ecco la suggestiva copertina del volume.

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Pubblicato da su dicembre 16, 2016 in Altro

 

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Piccoli brividi (Goosebumps, Rob Letterman, 2015)

Per parlare del recente Piccoli brividi parto da lontano, ovvero dal successo che i film di paura riscuotono tra giovani e meno giovani; anche senza il battage mediatico che accompagna certi blockbuster supereroistici, il genere horror continua ad avere una buona tenuta nelle sale, offrendo originali variazioni sul tema (il terrore del buio in Lights Out di David F. Sandberg) o dando vita a fortunate saghe (The Conjuring 2 di James Wan).

Di fronte a questo fenomeno viene spontaneo porsi delle domande:

Perché ci piace tanto la paura? Come mai, ancora nel 2016, inseguiamo con qualche filmetto spaventoso sempre nuove angosce?

Ma soprattutto viene da chiedersi come oggi, dopo aver metabolizzato tanti film di paura (o romanzi, racconti, videogame) e aver “incontrato” le più disparate creature mostruose, il pubblico possa ancora saltare sulla sedia di fronte a fantasmi, streghe, bambine indemoniate, famelici zombi.

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Joe R. Lansdale oltre la narrativa, tra cinema e fumetto. Parte 4 – Lansdale e il Cinema

Nonostante sia un lettore onnivoro (Robert Bloch, Fredric Brown, Chester Himes, Richard Matheson, Mark Twain…) e trovi nelle parole lo strumento più adatto per manifestare la propria arte, Lansdale non ha mai sconfessato la passione per il Cinema, cercando di evitare rigide “graduatorie di valore” tra un media e l’altro; nell’introduzione al terzo capitolo dalla saga sul drive-in, ringrazia tutti i film visti per l’ispirazione che gli hanno dato, belli o brutti che siano: “film dell’orrore, film su bande di motociclisti, film su donne in catene, tutto quanto il repertorio” (Joe R. Lansdale, La notte del drive-in, Torino, Einaudi, 1998).

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Pubblicato da su marzo 1, 2016 in Altro

 

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Joe R. Lansdale oltre la narrativa, tra cinema e fumetto. Parte 3 – Lansdale e i fumetti

Per raccontare il rapporto tra Lansdale e i comics si può benissimo cominciare dal 1993, anno in cui la Dark Horse pubblica Dead in the West (1984, in Italia La morte ci sfida, Fanucci, 2008), adattamento del suo romanzo omonimo. Lo sfondo della vicenda (siamo nel 1876) è il Texas, utilizzato spesso dallo scrittore, nato a Gladewater, nel Nord-Est del Paese; per Lansdale il Texas non è solo un luogo fisico, ma anche culla di miti, fucina di leggende e sintesi dello spirito americano: in questa terra di frontiera è facile mescolare le carte, confondendo generi e media narrativi.

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Pubblicato da su gennaio 14, 2016 in Altro

 

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Joe R. Lansdale oltre la narrativa, tra cinema e fumetto. Parte 2 – Batman, Superman…

Nel vasto “corpus lansdaliano” trova posto addirittura una rivisitazione di Tarzan; l’autore texano rimastica un’idea di Edgar Rice Burroughs e, con Assassini nella giungla (Tarzan: The Lost Adventure, Milano, Edizioni BD, 2008), confeziona l’ultima avventura del personaggio. L’uomo-scimmia non è l’unico “mostro sacro” a passare per la penna di Lansdale, l’uomo pipistrello creato da Bob Kane vive un curioso duetto con un redivivo Jack lo Squartatore; Subway Jack (uscito per Urania in Millemondiestate 1990, ristampato da Bompiani in Batman nuove avventure del 1991) va ricordato sia per il sapiente uso di narratori diversi, sia per la prima apparizione del Dio del Rasoio, essere di un’altra dimensione che tornerà nel racconto Il Dio delle lame (God of the Razor pubblicato la prima volta in Italia su “Horror Story” numero 13, Garden Editoriale, 1992) e nel graphic novel Ombre e sangue (RW Edizioni, Novara, 2013).

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Pubblicato da su ottobre 25, 2015 in Altro

 

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Joe R. Lansdale oltre la narrativa, tra cinema e fumetto. Parte 1 – Introduzione

Il mondo delle serie televisive è affascinante; produzioni originali come Breaking Bad, tecnicamente perfette e dai mirabolanti incastri narrativi, lanciano continue sfide al Cinema tradizionale. Contemporaneamente, però, il piccolo schermo si nutre di altri media, serializzando film di successo (Fargo, Scream, From Dusk till Down) o appropriandosi dei più disparati comics (The Flash, Agent of S.H.I.E.L.D., Constantine). Due tra i prodotti televisivi più attesi sono Preacher (AMC), tratto dall’iconoclasta fumetto di Garth Ennis, e Hap and Leonard (Sundance TV), che saccheggia i romanzi di Joe R. Lansdale. In questo articolo voglio parlare proprio dello scrittore texano, ma avvicinandomi alla sua poetica attraverso le opere non narrative (ha infatti realizzato sceneggiature per il cinema, cartoni animati, giornalini illustrati); considerata la mole della sua produzione è una bella sfida, che cercherò di portare avanti a puntate…

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Pubblicato da su settembre 8, 2015 in Altro

 

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La Grande guerra raccontata ai ragazzi di Marnie Campagnaro (Roma, Donzelli, 2015)

Nell’insegnamento della storia, i libri di testo agevolano molto il lavoro del docente; senza entrare nel merito dei singoli titoli, l’editoria scolastica ha ormai raggiunto standard qualitativi elevati nell’organizzazione ragionata dei contenuti, nei rodati percorsi tematici e nelle fonti proposte, oltre ad aver compreso la necessità di corteggiare le nuove tecnologie.

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Pubblicato da su luglio 7, 2015 in Altro

 

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