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Joe R. Lansdale oltre la narrativa, tra cinema e fumetto. Parte 4 – Lansdale e il Cinema

Nonostante sia un lettore onnivoro (Robert Bloch, Fredric Brown, Chester Himes, Richard Matheson, Mark Twain…) e trovi nelle parole lo strumento più adatto per manifestare la propria arte, Lansdale non ha mai sconfessato la passione per il Cinema, cercando di evitare rigide “graduatorie di valore” tra un media e l’altro; nell’introduzione al terzo capitolo dalla saga sul drive-in, ringrazia tutti i film visti per l’ispirazione che gli hanno dato, belli o brutti che siano: “film dell’orrore, film su bande di motociclisti, film su donne in catene, tutto quanto il repertorio” (Joe R. Lansdale, La notte del drive-in, Torino, Einaudi, 1998).

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Pubblicato da su marzo 1, 2016 in Altro

 

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Joe R. Lansdale oltre la narrativa, tra cinema e fumetto. Parte 3 – Lansdale e i fumetti

Per raccontare il rapporto tra Lansdale e i comics si può benissimo cominciare dal 1993, anno in cui la Dark Horse pubblica Dead in the West (1984, in Italia La morte ci sfida, Fanucci, 2008), adattamento del suo romanzo omonimo. Lo sfondo della vicenda (siamo nel 1876) è il Texas, utilizzato spesso dallo scrittore, nato a Gladewater, nel Nord-Est del Paese; per Lansdale il Texas non è solo un luogo fisico, ma anche culla di miti, fucina di leggende e sintesi dello spirito americano: in questa terra di frontiera è facile mescolare le carte, confondendo generi e media narrativi.

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Pubblicato da su gennaio 14, 2016 in Altro

 

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Joe R. Lansdale oltre la narrativa, tra cinema e fumetto. Parte 2 – Batman, Superman…

Nel vasto “corpus lansdaliano” trova posto addirittura una rivisitazione di Tarzan; l’autore texano rimastica un’idea di Edgar Rice Burroughs e, con Assassini nella giungla (Tarzan: The Lost Adventure, Milano, Edizioni BD, 2008), confeziona l’ultima avventura del personaggio. L’uomo-scimmia non è l’unico “mostro sacro” a passare per la penna di Lansdale, l’uomo pipistrello creato da Bob Kane vive un curioso duetto con un redivivo Jack lo Squartatore; Subway Jack (uscito per Urania in Millemondiestate 1990, ristampato da Bompiani in Batman nuove avventure del 1991) va ricordato sia per il sapiente uso di narratori diversi, sia per la prima apparizione del Dio del Rasoio, essere di un’altra dimensione che tornerà nel racconto Il Dio delle lame (God of the Razor pubblicato la prima volta in Italia su “Horror Story” numero 13, Garden Editoriale, 1992) e nel graphic novel Ombre e sangue (RW Edizioni, Novara, 2013).

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Pubblicato da su ottobre 25, 2015 in Altro

 

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Joe R. Lansdale oltre la narrativa, tra cinema e fumetto. Parte 1 – Introduzione

Il mondo delle serie televisive è affascinante; produzioni originali come Breaking Bad, tecnicamente perfette e dai mirabolanti incastri narrativi, lanciano continue sfide al Cinema tradizionale. Contemporaneamente, però, il piccolo schermo si nutre di altri media, serializzando film di successo (Fargo, Scream, From Dusk till Down) o appropriandosi dei più disparati comics (The Flash, Agent of S.H.I.E.L.D., Constantine). Due tra i prodotti televisivi più attesi sono Preacher (AMC), tratto dall’iconoclasta fumetto di Garth Ennis, e Hap and Leonard (Sundance TV), che saccheggia i romanzi di Joe R. Lansdale. In questo articolo voglio parlare proprio dello scrittore texano, ma avvicinandomi alla sua poetica attraverso le opere non narrative (ha infatti realizzato sceneggiature per il cinema, cartoni animati, giornalini illustrati); considerata la mole della sua produzione è una bella sfida, che cercherò di portare avanti a puntate…

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Pubblicato da su settembre 8, 2015 in Altro

 

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Acqua buia di Joe R. Lansdale (Torino, Einaudi, 2012)

Il primo romanzo di Joe R. Lansdale ad arrivare in Italia fu La notte del Drive-In, pubblicato da Urania nel 1993; l’intrigante connubio di comico e grottesco, l’alternanza tra violenza e momenti di distensione, l’ispirazione a forme eterogenee di intrattenimento popolare (fumetto, cinema, letteratura), sembravano adattarsi perfettamente ai tascabili da edicola. I successivi Mucho Mojo (Bompiani, 1996, nella gloriosa collana “Gli Squali”), Freddo a luglio (Phoenix, 1997) e Fiamma fredda (Il Giallo Mondadori, 2001), confermarono quanto i prodotti di genere, destinati ad un consumo rapido, potessero offrire al pubblico opere di grande valore; purtroppo lo “Stephen King del Texas”, come recitava la fascetta di uno di questi volumi, si fece rapidamente monopolizzare da Einaudi e Fanucci, che gli diedero visibilità e tradussero i titoli minori, ma in edizioni sempre più costose. Da quel momento ogni nuova opera del prolifico scrittore texano è stata accolta come un piccolo evento, festeggiato quasi in contemporanea con il mercato statunitense.

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Pubblicato da su giugno 22, 2012 in Altro

 

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