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Ancora di fiabe e cinema… un climax

“Tira più una fiaba nota che cento sceneggiature originali”, verrebbe da dire di fronte alle innumerevoli trasposizioni cinematografiche del patrimonio favolistico occidentale; solo nell’ultimo anno sono passati sul grande schermo personaggi come Cenerentola (Cinderella, Kenneth Branagh, 2015), la Bella Addormentata (Maleficent, Robert Stromberg, 2014), i sette nani (Der 7bte Zwerg, Boris Aljinovic, Harald Siepermann, 2014), per non parlare dei simulacri musical di Cappuccetto Rosso e Raperonzolo (Into the Woods, Rob Marshall, 2014). L’universalità delle fiabe assicura il successo commerciale delle pellicole, generalmente grandi produzioni ricche di effetti speciali; per lasciare a bocca aperta lo smaliziato spettatore dei multisala, viene infatti utilizzata moltissimo la tecnologia, che traduce le fantasticherie letterarie in immagini tangibili. È così che la Cinderella diretta da Branagh fa “diventare realtà” (come recita il trailer italiano) il capolavoro “senza tempo” della Disney: non è il primo caso di live action, dare corpo alle creature dell’animazione è una tendenza abbastanza usuale, si pensi a I Flinstones (The Flinstones, Brian Levant, 1994) o La carica dei 101 – Questa volta la magia è vera (101 Dalmatians, Stephen Herek, 1996).

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Pubblicato da su maggio 31, 2015 in Letteratura per l'infanzia

 

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Cuore selvaggio (Wild at Heart, David Lynch, 1990)

Cuore selvaggio non è una soap opera per casalinghe, ma un bel film diretto da David Lynch nel 1990, quando ancora il Cinema riusciva a scuotere lo spettatore, oggi un po’ intorpidito dallo scarso coraggio dei produttori; l’occasione per parlare della pellicola è offerta dalla riedizione in volume (Sailor e Lula, Fandango Libri, 2015) dell’intera saga letteraria all’origine del soggetto, composta da sei lunghi racconti di Barry Gifford. Nonostante le sceneggiature per Lynch (Hotel Room, 1993; Lost Highway, 1997) e per l’unico lavoro da regista di Matt Dillon (City of Ghosts, 2002), il prolifico scrittore statunitense è ancora poco conosciuto in Italia; sempre per Fandango anni fa era uscita la sua bella biografia di Jack Kerouac (Jack’s Book, 2001), mentre alcuni dei suoi romanzi più famosi avevano raggiunto gli scaffali delle librerie grazie a Bompiani (Wyoming, 2000; Il padre fantasma, 2003, trasposto su grande schermo da Lucian Georgescu).

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Pubblicato da su aprile 2, 2015 in Recensioni di film

 

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13 febbraio 2015, anniversario di un brevetto: 120 anni di Cinematografo

Immaginiamoci seduti in una sala piena di poltrone, davanti a un grande schermo che occupa tutta la parete. Le luci si spengono all’improvviso, le voci si smorzano; in questo silenzio irreale si è come impietriti, assorbiti dalla tregua che precede la proiezione: la nostra sola compagnia è l’attesa di qualcosa. Poi, quando un fascio di luce supera le nostre teste, il film può anche cominciare.
La magia della Settima Arte è tutta qui, nel meccanismo del previsto/imprevisto, nell’inesauribile gioco delle aspettative.

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Pubblicato da su febbraio 14, 2015 in Altro

 

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Facce da Blogger

Pubblico queste righe per fare pubblicità a un evento che mi ha coinvolto direttamente; dal 30 gennaio al 15 febbraio, in occasione di AltaRomAltaModa, la Galleria Vittoria di Roma (Via Margutta, 103) ospiterà una mostra di ritratti realizzati da Elena Datrino: il titolo dell’evento è Facce da Blogger. La brava fotografa milanese (chi fosse interessato al suo lavoro può visitare il sito http://elenadatrino.it/) ha avuto l’intuizione di filtrare attraverso il suo obiettivo i volti di una trentina di blogger, categoria spesso poco propensa ad apparire; Elena ha girato l’Italia per costruire insieme ai soggetti inquadrati un intrigante campionario di immagini, che ripercorrono gli eterogenei contenuti dei blog e stabiliscono umanissime connessioni mediali.

In un paio di queste foto, di fronte alla nostra città, appariamo anche io e mia sorella… l’autentica “faccia da blogger” della famiglia! (http://www.saraboero.com/)

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Pubblicato da su gennaio 18, 2015 in Altro

 

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Il ritorno del Monnezza (Carlo Vanzina, 2005)

La memoria dello spettatore è una cosa strana, un vaso di Pandora pronto a far emergere i film più impensabili e a far digerire quelli più noiosi abbellendoli col ricordo; la critica ha sottolineato molto bene i cambiamenti sociali che stanno alla base della riuscita o meno al botteghino, il carattere piccolo-borghese che contraddistingue i nuovi “gusti popolareschi”: la vitalità di certo cinema del passato attraversa mode e tendenze contemporanee, diventando pretesto per operazioni commerciali come Il ritorno del Monnezza. La voglia di rivedere questo film del 2005 mi è venuta dopo la lettura del recente Monnezza amore mio (Milano, Rizzoli, 2014), interessante autobiografia di Tomas Milian e vero “ritorno” del personaggio interpretato dall’attore cubano.

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Pubblicato da su gennaio 11, 2015 in Recensioni di film

 

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Monnezza amore mio di Tomas Milian con Manlio Gomarasca (Milano, Rizzoli, 2014)

Non amo molto le autobiografie, nel genere è congenita una natura ingannatrice che allontana il lettore dall’essenza di chi scrive; per tirare le fila di un’esistenza, lo scrittore rischia sempre di realizzare pedanti agiografie o tristi elogi del “maledettismo”. La lettura di Monnezza amore mio è stata invece una bella sorpresa…

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Pubblicato da su novembre 4, 2014 in Altro

 

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Sin City 2 – Una donna per cui uccidere (Sin City: A Dame to Die For, Frank Miller, Robert Rodriguez, Frank Miller, 2014)

Un paio di settimane fa ho spolverato un vecchio paio di occhiali 3D e sono andato al cinema, desideroso di gustarmi al meglio il lungamente atteso, almeno per noi fan di Frank Miller, Sin City 2 – Una donna per cui uccidere; senza approfondire i labirinti produttivi che hanno ritardato la realizzazione del film e poco interessato ai tristi commenti in Rete sullo stato di salute di Miller, voglio dedicare alcune righe a un’opera che, a differenza del primo capitolo, merita qualche riflessione.

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Pubblicato da su ottobre 16, 2014 in Recensioni di film

 

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