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Joe R. Lansdale oltre la narrativa, tra cinema e fumetto. Parte 2 – Batman, Superman…

25 Ott

Nel vasto “corpus lansdaliano” trova posto addirittura una rivisitazione di Tarzan; l’autore texano rimastica un’idea di Edgar Rice Burroughs e, con Assassini nella giungla (Tarzan: The Lost Adventure, Milano, Edizioni BD, 2008), confeziona l’ultima avventura del personaggio. L’uomo-scimmia non è l’unico “mostro sacro” a passare per la penna di Lansdale, l’uomo pipistrello creato da Bob Kane vive un curioso duetto con un redivivo Jack lo Squartatore; Subway Jack (uscito per Urania in Millemondiestate 1990, ristampato da Bompiani in Batman nuove avventure del 1991) va ricordato sia per il sapiente uso di narratori diversi, sia per la prima apparizione del Dio del Rasoio, essere di un’altra dimensione che tornerà nel racconto Il Dio delle lame (God of the Razor pubblicato la prima volta in Italia su “Horror Story” numero 13, Garden Editoriale, 1992) e nel graphic novel Ombre e sangue (RW Edizioni, Novara, 2013).

Lansdale utilizza nuovamente Batman nel romanzo Captured by Engines, versione estesa di una sceneggiatura nata per i comics (1991). Ho riletto il libro e ho trovato la scrittura troppo controllata, incapace di vivacizzare una storia priva di mordente; l’intricata vicenda trascina il Cavaliere oscuro all’inseguimento di una Ford Thunderbird del ’57, senza di guidatore ma animata da un’antica magia indiana (ecco la matrice “fumettosa” del racconto) e assetata di sangue manco fosse la Christine di Stephen King (che era una Plymoth Fury del ’58). L’aspetto più interessante del romanzo è probabilmente la caratterizzazione del rapporto tra protagonista e maggiordomo, verosimile a dispetto dell’improbabile intreccio; al fedele Alfred spetta il compito di fornire una chiave di lettura, dando un senso a questo improbabile divertissement narrativo, variazione d’autore di un universo ben radicato nell’immaginario collettivo: “Oltrepassò i trofei racchiusi dalle teche di vetro e quelli troppo grandi per qualsiasi contenitore: una gigantesca moneta da un penny, un’enorme carta da gioco recante l’effigie del Joker, un tirannosauro meccanico a dimensione naturale, ricordi delle più stravaganti avventure di Batman. Prese in considerazione tutti quegli oggetti e pensò: forse il padron Bruce e io viviamo entrambi dentro a un sogno. È una vita molto strana, questa. Poi pensò: ecco, è riuscito a contagiare anche me” (Joe R. Lansdale, La lunga strada della vendetta, Milano, Edizioni BD, 2007, p. 165).

La passione per il cinema, i pulp magazine, i comics sembra infettiva; Lansdale ama queste forme della cultura di massa e con il suo lavoro sottolinea come gran parte del loro fascino derivi dalla capacità di materializzare sogni in “diverso formato”. Negli anni Novanta lo scrittore tornerà al personaggio di Batman scegliendo come media il piccolo schermo e sceneggiando alcuni episodi della serie animata andata in onda tra il 1993 e il 1995. Il primo in ordine di tempo si intitola proprio Il sogno (Perchance to Dream, episodio 30, storia di Laren Bright e Michael Reaves), in cui un supercriminale imprigiona Batman in uno spazio onirico così realistico da confonderlo; il giustiziere di Gotham City vive nel sonno l’esistenza che non ha mai avuto: i genitori sono ancora vivi e Bruce Wayne, senza traumi infantili e conseguenti propositi di vendetta, può tranquillamente godersi la vita da ricco “industrialotto”. Lo sceneggiatore ammicca a un pubblico adulto con alcune strizzatine d’occhio sulla sua leggerezza nei rapporti di coppia (anche se una Catwoman in abiti borghesi lo sta per portare all’altare) e con un gusto per le citazioni non banale; la presenza di un doppelgänger, per esempio, stimola molti richiami letterari ma trova il suo esito visivo nella sfida tra Batman e il suo doppio su un campanile, quasi a richiamare Vertigo di Alfred Hitchcock (1958). Non è dato sapere quanto Lansdale ci sia nella sceneggiatura (sua è probabilmente l’idea dell’alter ego malvagio del supereroe, che riproporrà nella seconda stagione della serie animata di Superman, Identity Crisis del 1996), si sente però il tocco dello scrittore nella voglia di uscire dagli argini del semplice prodotto di intrattenimento, per esplorare nuove forme di contaminazione.

La prima sequenza de Il ventriloquo (Read My Lips, episodio 64, storia di Alan Burnett e Michael Reaves) è ambientata in un magazzino pieno di manichini, che potrebbe benissimo essere quello di Killer’s Kiss (Stanley Kubrick, 1955); l’antagonista è invece un pupazzo vestito come Scarface (Howard Hawks, 1932) e animato da un folle ventriloquo… mestiere iconico dei disturbi della personalità cinematografici, almeno dai tempi di The Great Gabbo (James Cruze, 1929). L’elenco delle trovate metalinguistiche nei cartoni scritti da Lansdale sarebbe lunghissimo, ma credo che per avere un quadro esauriente del suo lavoro in televisione basti ancora un riferimento; in Jonah Hex: La resa dei conti (Showdown, episodio 78, storia di Kevin Altieri, Paul Dini e Bruce W. Timm) la presenza di Batman e Robin è solo un pretesto per raccontare una vicenda western, azzardando un crossover con un altro vecchio personaggio a fumetti, Jonah Hex, che sarà riesumato proprio dallo scrittore texano in una miniserie targata DC.

Il rapporto di Lansdale con le “nuvolette parlanti” non finisce qui e merita un approfondimento nella prossima puntata di questa mia breve carrellata sulla sua produzione (o almeno quella arrivata in Italia).

[CONTINUA con le fantastiche vignette scritte dal nostro autore preferito!]

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2 commenti

Pubblicato da su ottobre 25, 2015 in Altro

 

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2 risposte a “Joe R. Lansdale oltre la narrativa, tra cinema e fumetto. Parte 2 – Batman, Superman…

  1. wwayne

    ottobre 25, 2015 at 7:02 pm

    Sono un grande lettore di Batman e un saltuario lettore di Lansdale, quindi potrai immaginare con quanto piacere io abbia letto il tuo post.
    Di Lansdale ti consiglio, se non li hai già letti, “Rumble tumble” e “Sotto un cielo cremisi.” Buona serata! 🙂

     
    • Davide Boero

      ottobre 25, 2015 at 8:03 pm

      Grazie del consiglio, sono d’accordo con te, sono due splendidi libri; un altro fra i miei preferiti è “Tramonto e polvere”.
      Grazie, buona serata!

       

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