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Joe R. Lansdale oltre la narrativa, tra cinema e fumetto. Parte 1 – Introduzione

08 Set

Il mondo delle serie televisive è affascinante; produzioni originali come Breaking Bad, tecnicamente perfette e dai mirabolanti incastri narrativi, lanciano continue sfide al Cinema tradizionale. Contemporaneamente, però, il piccolo schermo si nutre di altri media, serializzando film di successo (Fargo, Scream, From Dusk till Down) o appropriandosi dei più disparati comics (The Flash, Agent of S.H.I.E.L.D., Constantine). Due tra i prodotti televisivi più attesi sono Preacher (AMC), tratto dall’iconoclasta fumetto di Garth Ennis, e Hap and Leonard (Sundance TV), che saccheggia i romanzi di Joe R. Lansdale. In questo articolo voglio parlare proprio dello scrittore texano, ma avvicinandomi alla sua poetica attraverso le opere non narrative (ha infatti realizzato sceneggiature per il cinema, cartoni animati, giornalini illustrati); considerata la mole della sua produzione è una bella sfida, che cercherò di portare avanti a puntate…

Lansdale non ha certo bisogno di presentazioni, con i suoi lavori ha affrontato tanti generi letterari, dal western alla fantascienza, dal thriller all’avventuroso; il suo preferito rimane però quello codificato anche da Quentin Tarantino, il (mi permetto di ribattezzarlo così) “frullato di generi”. Attraverso la contaminazione e l’esibito assemblaggio di frammenti dell’immaginario popolare, Lansdale ha creato uno stile unico, che non nasconde mai i propri modelli; lo si nota sia nelle reinvenzione dei classici americani alla Harper Lee (The Bottoms, 2000), sia nei libri più teorici come Zeppelins West (2001), pastiche che inserisce personaggi tradizionali (Buffalo Bill, Toro Seduto) e scrittori (Mark Twain, Jules Verne) in un contesto fantastico, facendoli convivere con il mostro di Frankenstein e Dracula (invero il romanzo è più divertito che divertente; dello stesso filone è meglio recuperare La lega degli straordinari gentlemen, gioiello a fumetti di Alan Moore).

Uno dei motivi che rendono generalmente piacevole il lavoro di Lansdale è questo riversare nelle sue creazioni le proprie passioni, cercando di restituire le emozioni provate in prima persona come fruitore di comics, film e romanzi; l’autore colloquia con il lettore quasi fosse un amico che condivide i suoi interessi, rendendolo partecipe del gratificante gioco creativo. Credo che Lansdale abbia parlato molto di sé attraverso il Dave di Cold in July (1989), uomo comune che, suggestionato dai troppi film con John Wayne e dai romanzi western, mette in piedi una vendetta stile Giustiziere della notte (Death Wish, Michael Winner, 1974): il dramma della vicenda non intacca la soddisfazione del protagonista nell’imbracciare le armi come i propri eroi e l’appagamento di Lansdale nel farla rivivere sulla pagina.

[CONTINUA con le versioni “lansdaliane” di Batman e Superman]

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Pubblicato da su settembre 8, 2015 in Altro

 

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