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a+trd (a più tardi) di Lauren Myracle (Novara, DeAgostini, 2008)

18 Ago

Quest’estate mi è capitato tra le mani un breve romanzo della scrittrice americana Lauren Myracle (già apparsa in Italia nella collana “Le ragazzine” di Mondadori); pur destinato all’intrattenimento di “giovani adulti”, a+trd (a più tardi) risulta interessante perché sceglie di rappresentare con realismo il mondo degli adolescenti, utilizzandone il linguaggio e adattandolo a forme letterarie esistenti: reinventa addirittura, come recita la cartella stampa, il “romanzo epistolare nell’era di Internet”.

La particolarità del romanzo è la struttura. Siccome le tre protagoniste quindicenni comunicano soprattutto via computer, la pagina si articola come una videata chat; le vicende emergono dal dialogo quotidiano delle ragazze, compreso in un arco temporale che va dal 7 settembre (primo giorno del secondo anno di scuola superiore) al 20 novembre. Le tre, anche se possiedono come tutti un “nome di battesimo”, utilizzano in prevalenza il loro nickname: oltre alla romantica Snow Angel, ci sono l’insicura mad maddie, sempre alla ricerca dell’approvazione degli altri e la “perfettina” zoegirl, vittima di una madre oppressiva.

Per chi ha più di quindici anni e non usa Messenger o Facebook, entrare nei meccanismi del romanzo può essere difficile; i tre diversi caratteri tipografici e la rapidità degli scambi linguistici non ne agevolano infatti la lettura. Alla brevità dei messaggi, poi, manca completamente la dimensione del “raccontare” tipica del monologo epistolare; l’azione si svolge fuoricampo, tanto che le passioni amorose, le disillusioni, le feste sono suggerite in un dialogo quotidiano che le dà quasi per scontate. Procedendo con la lettura l’autrice riesce comunque a coinvolgere e a costruire una discreta tensione, come nell’episodio del salvataggio di zoegirl dalle grinfie di un docente poco professionale. In questi snodi narrativi la rapidità diventa un punto di forza, il linguaggio convenzionale degli adolescenti va dritto al nucleo emotivo… anche nella contrazione può esistere vera comunicazione (ammirevole il lavoro della traduttrice che ha dovuto adattare i vari grz, xò, cmq…).

Il romanzo si rivela uno strumento utile per capire meglio i giovani, le loro formule, il modo in cui si osservano; le tre protagoniste hanno caratteri ben definiti, veritieri… E come i loro coetanei in carne ed ossa dipendono un po’ troppo dalla tecnologia. Anche se “di alcuni argomenti è più facile parlare al computer”, un consiglio spassionato, che avrebbe già dovuto dar loro la scrittrice, è quello di staccarsi dal monitor e di “fiondarsi” fuori di casa: nn rimandare a + trd un incontro vero con qcn dei tuoi “contatti”!

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Pubblicato da su agosto 18, 2012 in Altro

 

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