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Batman Begins (id., Christopher Nolan, 2005)

08 Lug

Ancora frastornati dal convulso The Avengers, gli amanti delle trasposizioni cinematografiche dei supereroi sono pronti per il nuovo costume di The Amazing Spider-Man e del terzo capitolo della trilogia su Batman di Christopher Nolan; colpisce come la creatura creata da Bob Kane nel lontano 1939, continui ad affascinare lo smaliziato pubblico di oggi. Nella sua vita a fumetti (nasce nel 1939) Batman ha vissuto molte identità, che non vanno confuse con quelle super segrete degli “eroi in calzamaglia”, ma corrispondono al carattere degli sceneggiatori che si sono alternati nella serie, alle differenze nel tratto dei disegnatori e, perché no, all’atmosfera culturale (l’uomo pipistrello per un certo periodo ha vissuto una fase “poppeggiante”). Anche il cinema costruisce un universo di difformità sull’essenza collaudata del personaggio; dopo la primitiva versione televisiva con Adam West e la sua “pancetta”, toccò vestire l’oscuro costume a Michael Keaton, nelle due regie di Tim Burton (Batman e Batman – Il ritorno, rispettivamente del 1989 e del 1992). Il regista adattò la sua sensibilità dark agli aspetti più tenebrosi del fumetto, che negli anni ’80 visse una nuova giovinezza grazie al capolavoro (mai termine fu più opportuno) di Frank Miller, Il ritorno del Cavaliere Oscuro (uscito a puntate sulla rivista “Corto Maltese” e in volume per Rizzoli nel 1989, cui seguirono numerose ristampe tra cui quella economica per la collana “I classici del fumetto di Repubblica Serie Oro”).

Le due pellicole di Joel Schumacher (Batman Forever del 1995 e Batman & Robin del 1997) propongono invece gli improbabili Val Kilmer e George Clooney versione effetto speciale: in un minestrone di tecnologia, maschere di plastica e virtuosismi registici nauseanti (immagini troppo frante, instabilità dell’inquadratura) si finisce per smarrire il filo del racconto. Questo non accade nel successivo Batman Begins, anche se la visione del lavoro di Christopher Nolan, mi fece un po’ ricredere (è una provocazione!) sui film di Schumacher, che in fondo possedevano una loro personalità e simulavano una timida ricerca estetica; nel 2005 forse mi aspettavo troppo da Nolan, autore capace di realizzare progetti personali come Following (1998, l’opera prima), Insomnia (2002, con Robin Williams finalmente nel ruolo di antagonista) e Memento (2000), tortuoso viaggio a ritroso nella mente di un individuo in possesso solo della memoria breve (i blocchi narrativi sono proprio queste celle di memoria).

Batman Begins è costretto invece in una messa in scena classica, che vorrebbe puntare sulla forza delle immagini e sul crudo realismo, mentre si perde in convenzionali flashback sul passato di Batman e in scene d’azione piuttosto noiose. Anche la confezione adulta dello spettacolo (cioè priva di ogni tipo di ironia!) non mantiene le promesse, costruendo goffamente personaggi e situazioni. Qualche critico ha parlato di “motivazioni e spessore” nell’ideazione dei caratteri; del film rimane invece la superficialità del lato umano, l’imbarazzo di certi dialoghi, l’etica confusa della storia.

Eppure il progetto del film era partito bene, ispirandosi a un altro fumetto dell’osannato Frank Miller: Batman Year One fu veramente un fumetto per tutti i gusti, raffinato nei disegni (molto retrò) di David Mazzucchelli, intenso e poetico (l’origine dell’Uomo pipistrello si alterna alla storia del commissario Gordon, alla sua relazione adulterina e al senso di colpa nei confronti della famiglia). “Batman Begins” rinuncia ad ogni analisi, ad ogni primo piano espressivo, si ferma solo sulle superfici; non bastano Michael Caine, Morgan Freeman (attore eccessivamente presenzialista) e Liam Neeson per sollevare il destino di un film pronto per l’home video. Nolan perde l’occasione di confrontarsi con la visionarietà che certe situazioni richiedevano (le allucinazioni dovute alla droga dello Spaventapasseri), non reinterpreta, svolge il proprio compito, prende “i soldi e scappa” (come direbbe Woody Allen)… Salvo poi tornare sui luoghi del misfatto con Il cavaliere oscuro (2008), sequel più riuscito dell’originale ma lungo, ambizioso e facilmente deperibile nella memoria di chi guarda (fatta eccezione per la sofferta prova di Heath Ledger che interpreta Joker). Siamo curiosi di sapere come sarà Il cavaliere oscuro – Il ritorno, previsto per fine agosto…

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Pubblicato da su luglio 8, 2012 in Recensioni di film

 

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