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Biancaneve (Mirror Mirror, Tarsem Singh, 2012)

07 Apr

La trasposizione di fiabe classiche continua ad attirare il pubblico delle grandi sale, sempre pronto a rivivere la magia delle narrazioni ascoltate durante l’infanzia; questa stagione cinematografica vede protagonista Biancaneve, creatura in celluloide già dagli anni Dieci del secolo scorso, ben prima del disneyano Biancaneve e i sette nani (Snow White and the Seven Dwarfs, David Hand, 1937). Precedendo di qualche mese l’avventuroso Biancaneve e il cacciatore (Snow White & the Huntsman, Rupert Sanders, 2012), riconducibile al cupo realismo fantastico del misconosciuto Biancaneve nella foresta nera (Snow White: A Tale of Terror, Michael Cohn, 1997), è stato finalmente distribuito l’adattamento diretto dal pubblicitario Tarsem Singh, autore dei suggestivi spot Nike e Coca-Cola; la sua impronta si evidenzia già nella sequenza iniziale del film, quando l’infanzia di Biancaneve prende forma attraverso le immagini di un prassinoscopio, apparecchio ottico antenato del brevetto Lumière.

La voce della Regina (interpretata da Julia Roberts) introduce il racconto, colorandolo di un’ironia sprezzante nei confronti dell’odiata figliastra, che ritiene irritante, viziata e con un nome “pretenzioso”. Con uno scarto tipico di Shrek (id., Andrew Adamson, Vicky Jenson, 2001) e dei suoi epigoni, la pellicola sembra stravolgere il corso “ufficiale” degli eventi, tanto che l’antagonista può tranquillamente dichiarare di essere al centro della storia.

La differenza più evidente con la fiaba dei Grimm è proprio nell’attenzione alle macchinazioni della Regina, pronta a gettarsi nel quinto matrimonio pur di risolvere i problemi finanziari che la assillano; la matrigna ambisce alla dote del Principe amato da Biancaneve e, consapevole di doversi scontrare con una rivale più giovane, si presta ad un primitivo trattamento di bellezza con creme al guano d’uccelli e punture di ape al posto del botulino.

L’attualizzazione del personaggio, terrorizzato dal passare del tempo, è caratterizzata dall’umorismo, che contraddistingue anche le figure di contorno; i nani sono allegri briganti che preferiscono il furto al lavoro in miniera, Biancaneve è una donna forte ma esageratamente sicura di sé, il Principe un sempliciotto dal sorriso smagliante. I bambini in sala ridevano, eppure la pellicola di Tarsem ha un’anima divisa, indecisa tra la strizzata d’occhio allo spettatore e una ricerca visiva fuori dall’ordinario; mentre l’aggiornamento di personaggi iconici ai comportamenti e al linguaggio moderni appartiene al filone di Sydney White – Biancaneve al college (Sydney White, Joe Nussbaum, 2007), la raffinatezza della confezione ricorda molto da vicino il lavoro di Jacques Demy La favolosa storia di Pelle d’Asino (Peau d’âne, 1970).

Nella pellicola francese Pelle d’Asino non dimenticava mai di essere solo l’attrice di una storia già scritta, le sue azioni ripercorrevano meccanicamente territori favolistici noti, rendendo più evidenti i contenuti (latenti) già presenti nel modello letterari; anche Mirror Mirror gioca con le regole della finzione. Tarsem non vuole immergere lo spettatore in un universo credibile, o fargli perdere la consapevolezza di essere di fronte ad un film; infila nell’intreccio balletti in stile Bollywood, citazioni poco velate, recitazione sopra le righe. Solo mantenendo alta la tensione intellettuale, il pubblico smaliziato di oggi può riuscire ad andare oltre la superficie, magari scoprendo dietro la recita un contenuto nascosto, in questo caso rappresentato dalla gelosia di una madre per la figlia più giovane.

Nel finale Biancaneve rimane come sospesa, a bocca aperta, di fronte alla mela avvelenata; poi, forse ripensando alla vicende delle tante se stessa che l’hanno preceduta, rifiuta di morsicarla e ne offre un pezzo alla vecchia matrigna: grazie alla fiaba che ha interpretato davanti al pubblico, Biancaneve è passata dall’adolescenza all’età adulta ed ha sconfitto, ancora una volta, chi non accetta il proprio ruolo.

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Pubblicato da su aprile 7, 2012 in Letteratura per l'infanzia

 

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